A Mutěnice, Moravia Sud (Rep. Ceca), Jara Tesařík coltiva 6 ettari in molte piccole parcelle. Riesling, Gewurztraminer, Pinot Gris, Blaufränkisch. Biologico, macerazioni sulle bucce, botti di rovere, minimi solfiti.
Mutěnice è nel cuore del corridoio viticolo meridionale ceco, tra Hodonín e Kyjov, dove i suoli calcareo-argillosi producono da secoli vini bianchi con acidità pronunciata. La Moravia meridionale è la zona viticola della Repubblica Ceca, quella striscia di territorio tra Brno e il confine austriaco dove si produce il 95% del vino ceco. Il clima è continentale con estati calde e inverni freddi — condizioni che si combinano con le escursioni termiche significative tra giorno e notte per produrre uve con acidità naturalmente alta e aromi precisi. La Moravia viticola ha una storia antica, con tradizioni legate a vitigni sia autoctoni che introdotti in epoche diverse. Jara Tesařík lavora in questo territorio con sei ettari di vigneto distribuiti in molte piccole parcelle sparse nel territorio di Mutěnice. Il nome dell'azienda — Dlúhé Grefty — significa letteralmente “lunghi filari” (di vigneto), e il termine “greft” viene dal dialetto locale, a sua volta derivato dal tedesco per indicare la moltiplicazione della vite per talea — tecnica usata in tutta la zona prima che la fillossera di fine Ottocento costringesse all'introduzione dei portainnesti americani. Un nome che è anche un omaggio alla storia viticola locale.
Jara Tesařík ha costruito Dlúhé Grefty come un piccolo domaine naturale in un territorio dove il vino naturale era fino a poco tempo fa una rarità. La Moravia ha una tradizione viticola radicata, ma per decenni dominata da cooperative e produzioni convenzionali. La scelta di Jara di lavorare in biologico con minimo intervento lo ha collocato in un angolo specifico del panorama ceco del vino: produttore di nicchia, con quantità ridotte e qualità riconosciuta anche a livello internazionale. I suoi vini hanno trovato posto in ristoranti di riferimento a New York e Tokyo — attestazione rara per un produttore moravo, che dimostra come il terroir di Mutěnice possa esprimersi a livelli di interesse globale. Il progetto di Jara non ha l'ambizione della grandezza: sei ettari, molte piccole parcelle, una cantina con processo dichiaratamente “tecnologicamente povero”. La povertà tecnologica come scelta consapevole, non come mancanza di mezzi.
I sei ettari di vigneto comprendono diverse varietà: Riesling (vinificato in purezza come “Alba Tilia”), Gewurztraminer (in versione orange con macerazioni fino a sei settimane per il “Non Grata”), Pinot Gris (orange, quattro giorni sulle bucce per “Eva”), Pinot Blanc (blend in “Alba Mixtura”, anche in versione frizzante), Blaufränkisch (“Rubra Corona”), Pinot Nero (“Rubra Paulina”), St. Laurent (nel rosé), Müller-Thurgau e Neuburger. La gestione è biologica. La raccolta avviene a mano. Il processo in cantina è semplice: le uve vengono pigiate, lasciate qualche giorno sulle bucce (tempi variabili a seconda della varietà e dell'annata), poi pressate e messe in botti di rovere da 500-600 litri a fermentare naturalmente. L'imbottigliamento avviene con il minor quantitativo possibile di solfiti — o del tutto senza, a seconda dell'annata. Tra i vini anche una pet-nat rosé (“Helena”) che termina la fermentazione in bottiglia sotto tappo corona.