Natives - Distribuzione di vini artigianali
Domaine des Ourobores

Domaine des Ourobores

Jura · Jura · Francia

Ad Arbois, nel Jura, Nicolas-Julian Hilbold fonda nel 2022 il Domaine des Ourobores su versanti di marne e detriti calcarei. Lavoro manuale, agricoltura biologica, vinificazioni senza aggiunte. Tra i vitigni Ploussard, Trousseau e Savagnin.

Jura, Francia

Arbois è stata la prima AOC francese, riconosciuta nel 1936, e resta la denominazione più estesa del Jura. Il vignoble occupa i versanti occidentali del massiccio, su pendii che salgono tra i 200 e i 450 metri, sotto una corniche calcarea che corona il plateau. Da quella cornice di calcare duro franano verso il basso i detriti calcarei, che si mescolano ad argille e marne: marne grigie del Lias nella parte alta dei versanti, marne iridate rosse e verdi del Trias più in basso. Il clima è oceanico fresco, con influenze continentali: forti escursioni termiche tra giorno e notte, piogge abbondanti distribuite lungo l'anno, autunni asciutti e ventosi. Il Domaine des Ourobores lavora più parcelle distribuite su terroir diversi, dove la profondità delle marne e la quantità di scheletro calcareo cambiano da un appezzamento all'altro, spesso su pendenze dove la meccanizzazione resta impraticabile.

Domaine des Ourobores — Jura, Francia

Nicolas-Julian Hilbold arriva al vino da un percorso scientifico. Entra nel settore nel 2018 e si forma lavorando in cantine in Svizzera, tra cui la Cave des Amandiers e il Domaine Wannaz, prima di proseguire con altre esperienze nel Jura. Nel 2022 fonda il Domaine des Ourobores, installandosi progressivamente ad Arbois su 1,5 ettari di vigna, poi ampliati con nuove parcelle. Conduce le vigne secondo i principi dell'agricoltura biologica, intervenendo a mano e limitando le lavorazioni del suolo. Accanto ai vini del dominio produce anche cuvée di negoce, vinificando nella propria cantina uve biologiche acquistate da vignaioli che lavorano in biologico in altre regioni francesi, come l'Alsazia e il Rodano.

Tra i vitigni coltivati figurano i classici del Jura, Ploussard, Trousseau e Savagnin, insieme a Pinot Nero, Gamay e Chardonnay. Hilbold lavora le vigne a mano e riduce al minimo la meccanizzazione, spesso impossibile sui pendii, disturbando il meno possibile il suolo. Per la difesa delle piante usa tisane, decotti, estratti fermentati di piante e oli essenziali. Durante l'inverno, sulle parcelle adatte, fa pascolare capre e pecore. La vendemmia è interamente manuale. La cantina è essenziale, attrezzata con barrique e vasche di acciaio. Le fermentazioni avvengono senza lieviti aggiunti; il vino matura poi tra le stesse barrique usate e l'acciaio. In cantina punta a vinificazioni senza aggiunte di prodotti enologici, mantenendo i solfiti al minimo e calibrando gli eventuali aggiustamenti sull'annata e sul singolo vino.

Jura, Francia

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Jura, Francia

"<p>Lo <strong>Jura</strong> viticolo è una sottile striscia di colline che corre da nord a sud per circa <strong>80 chilometri</strong> alle pendici delle montagne del Giura, nella Francia orientale, al confine con la Svizzera. La zona è stretta — raramente supera i 6 chilometri di larghezza — e i vigneti si incastrano tra le foreste di abeti e faggi che salgono verso le creste calcaree a ovest e la pianura della Bresse che scende verso la <strong>Saona</strong> a est. Le principali villes viticole — <strong>Arbois, Pupillin, Poligny, Château-Chalon, L'Étoile</strong> — si dispongono lungo questa striscia come stazioni di un percorso unico.<br><br>Lo Jura è famoso per produzioni che non si trovano da nessun'altra parte: il <strong>Vin Jaune</strong> — vino ossidativo affinato sotto <strong>velo di lieviti</strong> in barili senza rabbocco — e il <strong>Vin de Paille</strong> — da uve appassite — sono specialità che nessun'altra zona viticola ha replicato nella stessa forma. La zona ha una delle più alte concentrazioni di produttori biologici e naturali di tutta la Francia.</p><h3>Geologia, suoli, clima</h3><p>La geologia dello Jura ha dato il nome all'intero periodo: il «<strong>Giurassico</strong>» — formazioni rocciose tra i <strong>145 e i 200 milioni di anni fa</strong> — prende il nome da queste montagne dove affiorano diffusamente i <strong>calcari e le marne</strong> di quell'era. Le colline viticole mostrano una successione di strati di argille e marne giurassiche: le <strong>marne blu e nere</strong> dominano nelle zone più a nord intorno ad Arbois, i calcari biancheggianti prevalgono a sud verso Château-Chalon. Le <strong>argille rosse triassiche</strong> compaiono a tratti nelle zone più alte.<br><br>Il clima è <strong>continentale</strong> con influenze atlantiche: inverni freddi e nevosi, estati calde con temporali frequenti. La ventilazione dai valichi alpini porta aria fresca nelle notti estive, mantenendo le temperature notturne abbastanza basse da preservare l'<strong>acidità naturale</strong> delle uve fino alla vendemmia.</p><h3>Storia</h3><p>La viticoltura nello Jura è documentata fin dall'<strong>XI secolo</strong>, con i monasteri <strong>cistercensi</strong> di Château-Chalon come custodi della tradizione del Vin Jaune. La pratica dell'affinamento sotto <strong>velo di lieviti</strong> — dove il vino non viene rabboccato dopo l'estate e sviluppa una pellicola sulla superficie — è una tecnica sviluppata localmente e consolidata nei secoli. La <strong>fillossera</strong> devasta il vigneto jurassien nella seconda metà dell'Ottocento come altrove, riducendo drasticamente la superficie vitata.<br><br>Nel <strong>Novecento</strong> la ripresa è lenta: lo Jura rimane per decenni una zona poco conosciuta fuori dalla Francia. La riscoperta internazionale è avvenuta negli anni <strong>Duemila</strong>, in parallelo con il boom dei vini naturali in Francia e nel mondo, che ha trovato nello Jura una delle zone con più alta densità di produttori artigianali e biologici.</p><h3>Oggi</h3><p>Lo Jura è diventato un territorio di riferimento del vino naturale internazionale. La duplice tradizione dello Chardonnay — <strong>ouillé</strong> (rabboccato, stile fresco e diretto) e <strong>sous voile</strong> (affinamento ossidativo sotto velo di lieviti) — consente ad ogni produttore di scegliere il proprio approccio, e spesso le stesse uve vengono vinificate in entrambe le direzioni per evidenziare il contrasto.<br><br>Il <strong>Savagnin</strong> — varietà autoctona imparentata con il Traminer — è la base del Vin Jaune, affinato per almeno <strong>6 anni e 3 mesi</strong> in barili da 228 litri senza rabbocco: in questo periodo perde il 20-25% del volume per evaporazione, concentrando i sapori in un vino ossidativo lungo e complesso. Il <strong>Poulsard</strong> — rosso a buccia sottile e scarsa pigmentazione — produce rosati e rossi leggeri che rappresentano l'opposto degli stili muscolari del vino meridionale.<br><br>La morfologia collinare — versanti moderatamente inclinati, <strong>parcelle piccole</strong>, difficoltà meccaniche diffuse — ha contribuito alla persistenza di pratiche manuali che si abbinano naturalmente al <strong>biologico</strong>. Il <strong>Trousseau</strong>, il più raro dei vitigni autoctoni, produce rossi scuri e speziati che affascinano i collezionisti per la loro singolarità e rarità.<br><br>La tensione tra tradizione ossidativa e stile moderno fresco attraversa oggi tutto il Jura: le cantine che fanno il Vin Jaune e il Chardonnay sous voile coesistono con chi vinifica lo stesso Chardonnay ouillé in acciaio o in cemento, e queste scelte stilistiche definiscono identità produttive molto diverse all'interno della stessa piccola zona. La <strong>morfologia delle colline</strong> — moderatamente inclinate, con parcelle piccole e frequenti cambi di suolo — ha favorito la permanenza di un tessuto di piccoli produttori che lavorano a mano e sperimentano liberamente senza dover rispondere alle logiche della produzione in volume.</p>"

Francia

Jura, Francia

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