Christoph e Julia Wachter coltivano 16 ettari di vigne di 30-60 anni a Eisenberg, nel Südburgenland, Austria. Blaufränkisch e Welschriesling su suoli ferrosi. Organico, fermentazioni spontanee.
L'Eisenberg è la collina che dà il nome alla denominazione più precisa del Südburgenland: il nome indica la pietra ferrosa, il substrato di serpentinite e phylliti che caratterizza questi vigneti al confine austriaco con l'Ungheria. Il Südburgenland è la parte meridionale del Burgenland austriaco, lontana dal grande lago di Neusiedl e dai vini morbidi del nord: qui il territorio è collinare, il clima più fresco, il carattere delle uve più teso. L'Eisenberg è la collina più importante della zona — e la DAC Eisenberg è la denominazione costruita intorno al Blaufränkisch di questo territorio. Christoph e Julia Wachter coltivano 16 ettari di vigneti tra Eisenberg e Deutsch Schützen, con viti di 30-60 anni che custodiscono una diversità genetica interna alla varietà Blaufränkisch che pochi altri vigneti possono vantare. I suoli dell'Eisenberg sono geologicamente complessi — serpentiniti, phylliti, calcari — una varietà di composizioni che si riflette nelle sfumature tra le diverse parcelle. Il clima fresco permette maturazioni lente e conserva acidità e tensione nelle uve, che Christoph considera le caratteristiche chiave da valorizzare.
La cantina di famiglia esiste da decenni. Christoph Wachter entra in azienda nel 2008 a vent'anni, dopo studi tecnici enologici, e prende la piena responsabilità nel 2010. La sua formazione accademica era orientata alla grande produzione industriale — «molte cose che ho imparato ho dovuto dimenticarle in fretta», dice. Il cambiamento arriva durante uno stage con Dirk Niepoort in Portogallo, che gli mostra un modo di fare vino opposto: freschezza, presenza, espressione del luogo. Tornato a casa, Christoph inizia a spogliare i vini degli interventi eccessivi. Dal 2009 al 2012 elimina gradualmente ogni prodotto chimico dai vigneti; nel 2015 arriva la certificazione organica. Nelle sue parole: «Non volevo che qualcun altro decidesse cosa spruzzare. Volevo essere più vicino alle viti.» La sorella Julia gestisce il lato commerciale.
I vigneti producono principalmente Blaufränkisch — il vitigno nobile dell'Eisenberg — insieme a vecchie viti di Welschriesling e Furmint per i bianchi (circa il 15% della produzione). Christoph pota con grande delicatezza per mantenere le viti in vita il più a lungo possibile. Il cambiamento si è riflesso nel vino stesso: vini più sottili, più eleganti, con la voce del frutto più chiara di quella del produttore. «Quando hai reso il terreno sano», dice Christoph, «il paesaggio intorno comincia a cambiare — anche gli altri produttori smettono di usare erbicidi. Nel Südburgenland ho smesso di vedere trattori con erbicidi da due anni.» Il credo di Wachter-Wiesler: «Il vino è più preciso e riconoscibile quando riesce a esprimere la sua origine.»