Stefan Vetter coltiva dal 2010 circa 4,2 ettari di Silvaner, Müller-Thurgau, Riesling e Spätburgunder a Gambach, in Franconia (Baviera). Viti vecchie su arenaria e calcare. Biologico, fermentazioni spontanee, affinamento in rovere neutro.
La Franconia (Franken) è il più orientale dei grandi distretti vinicoli tedeschi, ai margini della Baviera: un paesaggio collinare di boschi, campi e vigneti che si alternano lungo le anse del fiume Meno. Non ha la notorietà internazionale del Reno o della Mosella, ma ospita il vitigno che più la rappresenta: il Silvaner, la cui prima piantagione documentata in tutta la Franconia risale al 1659 a Castell — proprio vicino a uno dei vigneti di Stefan Vetter. Gambach, dove ha base l'azienda, si trova nelle colline di arenaria e calcare che caratterizzano questa parte della regione. Le vigne più anziane crescono su piede franco originale, piantate negli anni Trenta, con radici che esplorano la roccia senza l'intermediario del portainnesto. Questo tipo di vigna, raro anche in Franconia, produce uve di concentrazione e complessità irraggiungibili dalle viti più giovani.
Stefan Vetter studia alla prestigiosa Università di Geisenheim per Viticoltura ed Enologia. Poi trascorre cinque anni a lavorare nel Burgenland austriaco. Nel 2010 legge un annuncio su un giornale locale: un piccolo vigneto di Silvaner di cinquant'anni, piantato nel 1958 vicino al Casteller Kirchberg, è disponibile in affitto. Vetter lo affitta immediatamente. Per due anni lo cura nei fine settimana, mentre continua a lavorare in Austria. Nel 2012 si trasferisce in Franconia a tempo pieno e affitta altri due vigneti. L'obiettivo è diventare — e sono parole sue — di scoprire cosa il Silvaner è capace di fare quando «lo tratti bene»: «può essere interessante quanto il Chenin Blanc», dice. Vetter è tra i produttori che hanno riportato attenzione internazionale sulla Franconia e sul Silvaner come vitigno da grandi vini naturali.
I 4,2 ettari di vigneto (principalmente Gambacher Kalbenstein e Casteller Kirchberg) comprendono Silvaner (70%), Müller-Thurgau (14%), Riesling (8%) e Spätburgunder (8%). Stefan cura il vigneto in biologico: nessun erbicida, lavoro manuale con zappe e decespugliatori. Le uve si raccolgono a mano. Le uve vengono pressate delicatamente. Le uve fermentano con i lieviti indigeni, senza inoculazioni di ceppi selezionati. Stefan non usa affinanti né agenti di trattamento. I vini maturano in rovere neutro o in botti nuove da 300-600 litri, a seconda del vino. Nessuna filtrazione, nessuna chiarifica. Il motto della cantina — In Vino Vita est — sintetizza la filosofia: promuovere e preservare il vivente nel vigneto, in cantina e nel vino. Il credo della cantina — In Vino Vita est — sintetizza la filosofia: promuovere e preservare il vivente nel vigneto, in cantina e in ogni bottiglia. Stefan è tra i produttori che hanno riportato l'attenzione internazionale sulla Franconia e sul Silvaner come vitigno capace di grandi vini naturali — un percorso che lui stesso descrive come la scoperta di cosa il Silvaner possa dare «quando lo tratti bene».