Antoine Lienhardt è la quarta generazione di una famiglia presente dalla seconda metà del XIX secolo sulla Côte de Nuits, tra Digione e Beaune, Borgogna. Pinot Nero su parcelle lavorate secondo le pratiche biodinamiche. Fermentazioni spontanee.
Tra Gevrey-Chambertin e Nuits-Saint-Georges, le parcelle di Côte de Nuits-Villages occupano i margini del territorio più celebre della Borgogna: suolo argillo-calcareo su substrato di calcare oolitico. La Côte de Nuits è la parte settentrionale della Côte d'Or borgognona, quella dove i grandi vini rossi hanno trovato la loro forma definitiva: Gevrey-Chambertin, Morey-Saint-Denis, Chambolle-Musigny, Vosne-Romanée, Nuits-Saint-Georges. Tra Digione e Beaune, questo sistema di colline calcari con esposizione est ha prodotto per secoli il Pinot Nero più rinomato del mondo. I suoli sono argillo-calcarei su substrato di calcare oolitico, con variazioni significative a seconda della quota e della posizione sulla pendice. Il domaine Lienhardt si trova in questo tessuto viticolo denso di storia, con parcelle nel Côte de Nuits-Villages — l'appellation periferica che comprende i vigneti sui bordi delle zone più famose, dove il suolo e il microclima mantengono il carattere borgognone senza i prezzi dei grand cru. Le vigne crescono su terreni profondi con dolce pendio: un calcare noto per i suoi cave, la sua capacità di conservare l'umidità e di produrre vini freschi e fruttati, con quella mineralità da gesso che distingue la Borgogna dal resto del mondo.
Il primo a possedere queste terre fu Gustave Guyot, che le acquistò nella seconda metà del XIX secolo. Maurice Guyot — la generazione successiva — è stato uno dei primi viticoltori della zona a commercializzare il proprio vino in bottiglia, scelta non scontata in un'epoca in cui il vino sfuso era la norma. Maurice è morto nel 2018 a 95 anni, lasciando una cantina e una storia. Tra il 1992 e il 2011 l'azienda è rimasta ferma, in pausa. Nel 2011 Antoine Lienhardt decide di riprendere le redini dopo aver maturato esperienze in cantine diverse: Chablis, Chambolle-Musigny, poi il Sud Africa. Ogni tappa gli ha dato qualcosa di diverso. Le sue due passioni — la natura e la cultura enogastronomica — lo portano a sviluppare un approccio sempre più attento all'ecologia del vigneto. Nel 2016 converte l'azienda al biologico e alla biodinamica. Nel 2017 si unisce la partner Heloise, che gestisce l'amministrazione, le fiere e l'import-export.
I vini di Antoine Lienhardt si concentrano sul Pinot Nero, il vitigno principale della Côte de Nuits. La raccolta avviene a mano, nel momento di maturazione ottimale per ciascuna parcella. La gestione in vigna è biologica e biodinamica certificata, con attenzione ai cicli lunari, alla salute del suolo e alle risorse idriche. Antoine descrive la cantina come “l'esaltazione della cultura biologica e biodinamica unite da un nesso comune” — curare la vigna, il suolo e le risorse idriche come atto etico prima che produttivo. Tra le cuvées la Les Plantes Aux Bois (Côte de Nuits-Villages) e la Aux Vignottes (Pinot Nero dal cuore della Côte de Nuits), prodotte in piccole quantità su parcelle lavorare secondo le pratiche biodinamiche. La filosofia è quella di una restituzione: rendere al territorio quello che il territorio ha dato alla famiglia Lienhardt-Guyot nel corso di quattro generazioni.