Claudio Campaner ha lasciato Milano a 27 anni per avviare Distina a Bacedasco Alto, Colli Piacentini. 3 ettari su argille e calcare. Malvasia di Candia Aromatica, Ortrugo, Bonarda, Barbera. Fermentazioni spontanee, effervescenza naturale.
Bacedasco Alto, nel comune di Castell'Arquato, si colloca tra due vallate dei Colli Piacentini — la Val d'Arda e la Val Ongina — a circa 250 metri di altitudine. La Val d'Arda è una delle vallate di questo sistema, il sistema di rilievi appenninici a sud di Piacenza che racchiude alcuni dei vini tradizionali più interessanti dell'Emilia. Il borgo di Bacedasco Alto, nel comune di Castell'Arquato, si trova sulle colline tra la Val d'Arda e la Val Ongina a circa 250 metri di altitudine, con esposizione a sud-est: un microclima caldo di giorno, fresco di notte, favorevole alla maturazione aromatica delle uve. I suoli sono argillosi con sedimenti sabbiosi, tipici di questa fascia dei colli piacentini, e questa struttura garantisce un drenaggio moderato e una fertilità naturale che non richiede ammendamenti intensivi. La zona è storicamente vocata ai vitigni autoctoni locali: Malvasia di Candia Aromatica, Ortrugo, Trebbiano Rosso tra i bianchi; Barbera e Bonarda (= Croatina) tra i rossi. Il Gutturnio — il blend più noto della zona, Barbera + Bonarda — è la DOC di riferimento del Piacentino, con una tradizione di vinificazione in bottiglia con leggera refermentazione che Claudio Campaner pratica in modo naturale. Distina si inserisce in una piccola ma radicata comunità piacentina di produttori naturali — tra cui Croci, Montesissa, Casè, Cordani — che lavorano al recupero delle tradizioni vinicole locali.
Claudio Campaner arriva a Bacedasco Alto da Milano a 27 anni, lasciando un lavoro d'ufficio per mettere radici su questi colli. La formazione che porta con sé non è enologica ma distillatoria: Claudio ha trascorso un periodo al fianco del leggendario mastro distillatore Gianni Capovilla, esperienza che ha affinato il suo senso per la materia prima e per la purezza dei processi produttivi. Da quella scuola nasce l'idea di Distina come progetto doppio: cantina e distilleria in uno stesso spazio, due artigianati che condividono il rispetto per la materia prima e la ricerca del minimo intervento. L'azienda viene avviata nel 2017, con la prima vendemmia e i primi distillati prodotti da Claudio. Distina è forse il più giovane produttore della compagine piacentina naturale, ma si integra perfettamente nella logica di recupero delle tradizioni locali che anima il territorio.
I 3 ettari vitati di Distina sono coltivati su suoli argillosi a 250 m slm, con viti di età variabile: dalla parcella piantata nel 2012 fino alle piante del 1980. La gestione è biologica certificata da Suolo e Salute. In vigna Claudio coltiva Malvasia di Candia Aromatica, Moscato Bianco, Marsanne e Ortrugo tra i bianchi; Barbera e Bonarda tra i rossi. Le fermentazioni avvengono spontaneamente con i lieviti indigeni, seguendo la tradizione piacentina dei vini con leggera effervescenza naturale. Le etichette — Malvasia Legno, Ortrugo, Bonarda, Bonarda Legno, Uva Filosofia — riflettono un approccio diretto e privo di mediazioni: il nome del vitigno, il contenitore, la filosofia. Distina produce anche distillati artigianali, completando il cerchio di un progetto dove la conoscenza della trasformazione della materia prima si applica sia alla vigna che al lambicco.