Vincenzo Di Meo coltiva 5 ettari nell'oasi naturale Fosso delle Farfalle a Rocca San Giovanni, sulla Costa dei Trabocchi, Abruzzo. Montepulciano, Trebbiano, Passerina su suoli argilloso-calcarei. Biologico, fermentazioni spontanee.
Rocca San Giovanni è un piccolo borgo collinare in provincia di Chieti, sulla Costa dei Trabocchi — quel tratto di costa abruzzese che prende il nome dalle strutture in legno che i pescatori costruivano a picco sul mare per calarvi le reti. I cinque ettari di vigneto di Vincenzo Di Meo occupano un unico appezzamento in pendenza verso il mare Adriatico, all'interno dell'area protetta Fosso delle Farfalle, un SIC (Sito di Interesse Comunitario) ricco di biodiversità, boschi e fauna selvatica. La vigna cresce circondata da vegetazione fitta, in un paesaggio dove la vite è parte di un ecosistema naturale più ampio. I suoli sono calcareo-argillosi, tipici delle colline frentane, e l'esposizione verso il mare garantisce una circolazione d'aria costante che limita le malattie fungine senza bisogno di trattamenti intensivi. Il clima della Costa dei Trabocchi combina l'influenza marina — che mitiga le temperature e mantiene un'umidità relativa utile alla vite — con il carattere continentale dell'entroterra abruzzese, creando condizioni favorevoli per i vitigni autoctoni della regione.
Il padre di Vincenzo tornò in Abruzzo nel 1978, a Rocca San Giovanni, e acquistò alcuni ettari di terra dove piantò i primi vigneti. Crescendo in mezzo a quella vigna, Vincenzo ne assorbì il ritmo e la logica. Con il tempo l'azienda crebbe fino a raggiungere i cinque ettari attuali. Vincenzo è tra i primi — e tra i principali — agricoltori ad aver prodotto vini naturali nel suo territorio, avviando un percorso che avrebbe aperto la strada a molte delle cantine che si sarebbero formate negli anni successivi nella zona della Costa dei Trabocchi. Il motto che guida il lavoro — “vini naturalmente controcorrente, con la terra nel cuore e il mare negli occhi” — cattura la posizione geografica e morale dell'azienda: una vigna che guarda il mare da vicino, un approccio che sceglie deliberatamente di andare contro la corrente della produzione convenzionale.
Nel vigneto, tra le varietà presenti Montepulciano d'Abruzzo e Trebbiano d'Abruzzo come varietà principali, affiancati da Pecorino, Passerina, Fiano e Malvasia. La gestione è biologica certificata, con lavoro manuale tra i filari. Il Fosso delle Farfalle — oasi naturale con divieto permanente di caccia — garantisce che il contesto ambientale sia integro: l'assenza di attività industriali o agricole intensive nelle immediate vicinanze riduce le pressioni fitosanitarie sulla vigna. La raccolta avviene a mano. In cantina Vincenzo lavora con fermentazioni spontanee, rispettando i tempi naturali di ogni varietal. I vini — con nomi come Moby Dick, Alto Mare, Luna Calmante — dichiarano un'identità legata al mare e alla natura che li circonda. La produzione è locale nel senso più radicale del termine: cinque ettari, un unico appezzamento, un contesto naturale che è parte integrante del carattere del vino.