Bence Szilágyi produce vino in un fienile in pietra di duecento anni nel villaggio di Barnag, sugli Altopiani del Balaton, Ungheria. Vigne di Kékfrankos, Riesling e Furmint su basalto e dolomite. Biologico, fermentazioni spontanee, affinamento in legno grande.
Il villaggio di Barnag si trova sugli Altopiani del Balaton (Balatoni-felvidék), nella parte occidentale dell'Ungheria, dove il paesaggio si eleva rispetto alla pianura pannonica su una serie di rilievi vulcanici e calcarei che dominano la riva settentrionale del lago. Questa zona è storicamente legata alla viticoltura ungherese: il clima moderato dall'influenza del Balaton, i suoli calcarei ricchi di minerali. Bence Szilágyi coltiva qui vigneti in affitto su suoli calcarei, dove tra i filari crescono Furmint, Riesling, Kékfrankos, Cabernet Franc e Cabernet Sauvignon. La viticoltura attorno al Balaton ha vissuto decenni complessi durante e dopo il periodo socialista, con molti vigneti abbandonati o ricostituiti con varietà di scarso valore. La riscoperta degli impianti tradizionali e delle varietà autoctone come il Furmint è fenomeno relativamente recente, e Bence fa parte di una generazione di vignaioli che ha scelto di lavorare con l'eredità viticola del territorio invece di ignorarla. I vigneti sugli Altopiani del Balaton hanno un'età media relativamente giovane, e il terroir calcareo caratterizza i vini con una struttura minerale che distingue questa zona dalle produzioni della pianura.
Il padre di Bence aveva un piccolo vigneto familiare coltivato per diletto, da cui traeva qualche barrique di vino ogni anno senza pensare alla commercializzazione. Bence studia enologia a Budapest e poi nel Palatinato tedesco. Dopo gli studi lavora in wine bar a Budapest, dove inizia a frequentare un ambiente vivace di appassionati e dove, in un viaggio a Berlino, entra per la prima volta in contatto con i vini naturali al wine bar Jaja. La reazione è immediata: quei vini erano completamente diversi da tutto ciò che aveva assaggiato fino ad allora. Inizia a frequentare produttori che lavorano in modo naturale, e visita più volte Franz Weninger in Burgenland, che diventa una figura di riferimento per il suo modo di pensare alla viticoltura. Nel 2017 Bence fa la prima vendemmia nel vigneto di famiglia, per gioco, insieme ad amici. Il vino riesce bene. Nel 2018 la prima vendemmia ufficiale, 400 bottiglie, senza prestiti bancari né investitori esterni. Da allora il progetto cresce lentamente ogni anno.
Bence coltiva personalmente metà dei vigneti che usa — presi in affitto, poiché il prezzo della terra attorno al Balaton è proibitivo — e acquista il resto delle uve da un produttore locale di fiducia che lavora in modo biologico. Tra i vitigni coltivati Furmint, Riesling, Kékfrankos, Cabernet Franc e Cabernet Sauvignon. La vendemmia è manuale. In cantina Bence lavora in un fienile in pietra di circa duecento anni che ha trasformato in cantina: contenitori in legno, botti per la maturazione, spazio raccolto. Le fermentazioni partono spontaneamente con i lieviti indigeni, senza inoculazioni. I vini maturano in botti di rovere di varie dimensioni. L'imbottigliamento avviene senza chiarifica e senza filtrazione, con minime aggiunte di solfiti. La produzione, partita da 400 bottiglie nel 2017, è cresciuta nel tempo senza mai ricorrere a capitali esterni: ogni investimento è reinvestimento di ciò che le vendite generano.